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Giuseppe Marzulli - Nutrizionista

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Dieta Chetogenica e i nuovi Dadi Keto

Non ho creduto da subito ai protocolli che si basano sulla chetosi, in quanto li vedevo sempre collegati ad aziende commerciali che vendevano kit molto costosi di prodotti dietetici.

Confesso però che negli ultimi anni ho rivalutato il protocollo… guardandolo come “terapia momentanea” che può davvero aiutare chi ha problemi di peso, se fatta 2-3 volte l’anno e sempre seguito da un esperto.

Per questo l’ho inserita nel mio metodo Linea Dadi ma… mentre per altri protocolli come low-FODMAP, del gruppo sanguigno, Mima Digiuno, Paleo, Digiuno Intermittente… ho potuto conservare comunque il bilanciamento dei 3 colori (Dado Rosso, Giallo, Verde), per la dieta chetogenica è proprio quello che cambia.

Sono così nati i Dadi KETO:

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Ho partecipato di recente ad un corso su tale approccio che mi ha ancor di più chiarito dei punti importanti di questa metodica ed ho seguito già decine di persone che già rispettavano Linea Dadi (e che continueranno a farlo dopo)… con le quali abbiamo potenziato i risultati con periodi di chetogenica, davvero ben riusciti!

Vorrei spiegare meglio di cosa di tratta per chi è curioso ed ha voglia di conoscere e magari sperimentare.

 

I CORPI CHETONICI

Dieta chetogenica significa “dieta che produce corpi chetonici” ovvero i substrati energetici che vengono utilizzati come fonte di energia alternativa al glucosio qualora questo sia poco disponibile e derivano dagli acidi grassi del tessuto adiposo.

La dieta chetogenica non è uno stile di vita, non è una dieta equilibrata… è una dieta terapeutica da fare solo per finalità salutistiche o estetiche. Infatti essa non nasce per il dimagrimento ma per finalità neurologiche per i pazienti epilettici nel 1971 (prof. Blackburn). Ai giorni nostri questa dieta ha ricevuto vari consensi da società scientifiche di settore (ADI, SIE) che l’hanno accreditata e fatta divenire una strategia efficace ed autorevole, quando è eseguita bene.

In generale in una dieta chetogenica vi è una situazione molto simile al digiuno in cui si introducono pochissime calorie con uno scarso stimolo insulinemico (pochissimi carboidrati) così da fornire deficit calorico maggiore.

La regolazione della chetonemia è semplice ma va tenuta sotto controllo evitando gli stati di chetosi patologica non controllata (che avviene soprattutto in chi è diabetico grave), per questo NON è una dieta PER TUTTI e va eseguita sotto controllo medico o nutrizionistico.

Molti si spaventano però al solo sentire la parola “chetosi”. In realtà essa è uno stato fisiologico tanto che anche durante l’allattamento il neonato va in chetosi (l’acetone).

Un’altra paura che spesso si registra è legata al pensiero di una dieta “senza zuccheri” che possa causare ipoglicemia e quindi sintomi legati ad essa. Non è così! Durante la dieta chetogenica la glicemia resta stabile, lo dimostrano vari studi.

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Oltre alla regolazione della glicemia ci sono tanti altri vantaggi metabolici come il controllo dell’insulina, del glucagone, del pH, con effetti chiari sulla pressione arteriosa ad esempio. 

Il livello dei chetoni durante la dieta chetogenica può anche essere monitorato a casa attraverso un test per valutare la presenza di corpi chetonici nelle urine: si tratta di strisce reattive per la misurazione in autocontrollo.

La misurazione solitamente viene eseguita al mattino quando l’urina è maggiormente concentrata.

L’esecuzione è semplice: basta urinare direttamente sopra la parte reattiva della striscia o immergerla nell’urina

Il test indica uno stato di chetosi quando il colore passa dal bianco al rosa o viola.

Si confronta la striscia reattiva con la legenda dei colori che solitamente è sulla confezione delle strisce. La lettura deve essere eseguita entro 30-40 secondi dalla reazione poichè successivamente il colore cambia ancora e non risulta attendibile.

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E’ pur vero che il test è indicativo dei corpi chetonici  nelle urine e non di quelli presenti in circolo ma è pur noto che nelle urine troviamo l’eccesso di corpi chetonici che non è stato utilizzato ai fini energetici.

Il test rileva la presenza di 2 dei tre corpi chetonici prodotti, ossia con acetoacetato e acetone, mentre non rileva il betaidrossibutirrato che è quello maggiormente utilizzato a fini energetici.

L’acetone, prodotto in piccole quantità rispetto agli altri corpi chetonici, viene in buona parte eliminato con la respirazione (causando talvolta un pò di alito “pesante”).

 

L’INSULINEMIA

L’alimentazione odierna è spesso caratterizzata da un eccesso di zuccheri semplici con conseguente “adattamento” del nostro organismo a produrre molta insulina.

L’insulina è un “killer silenzioso” :  non la si conosce come la responsabile delle più gravi e tristi malattie di oggi (es. cancro, malattie cardiovascolari, neuropatie, cecità…)

Eppure l’insulina è un arma del “marketing”: la voglia di dolci che segue il picco glicemico è una vecchia storia usata dal Mc Donald (il cui panino è tra i più ricchi di zucchero) per vendere il dolce a fine pasto ai suoi clienti.

Durante la produzione dei corpi chetonici, i protagonisti indiscussi della chetogenica, il metabolismo del glucosio e dell’insulina migliora, per cui la fame è assente o comunque sotto controllo, ci si sente più euforici e più energici, per merito dei corpi chetonici.

 

LE CONTROINDICAZIONI

Ci sono tuttavia delle CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE e RELATIVE a questo tipo di dieta.

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Occorre sempre fare delle analisi cliniche prima di iniziare l’esperienza e sarebbe opportuno anche fare un elettrocardiogramma.

Durante la dieta chetogenica è possibile inoltre avere dei sintomi, essendo una dieta che, molto più di altre, agisce a livello metabolico, determinando uno “shift” importante verso l’uso di ormoni gluconeogenetici e lipolitici.

Dipende da caso a caso, da persona a persona…

 

GLI EFFETTI COLLATERALI

In generale occorre mettere in contro questo genere di “effetti indesiderati” comuni, soprattutto nelle prime fasi della chetosi (prima settimana):

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In generale la dieta chetogenica ha meno di 1 g/kg Peso Ideale (non peso corporeo) al giorno di carboidrati.

Le proteine possono essere 1,2-1,5 g/kg Peso Ideale al giorno (ADI 2013).

grassi, contrariamente a tutte le altre dieta sono qui i macronutrienti più abbondanti, ovvero non meno di 20 g/kg Peso Ideale al giorno. 

I corpi chetonici derivano dalla ossidazione dei grassi, quindi la loro presenza nella dieta garantisce la chetosi.

Molto importante bere almeno 2 litri di acqua ma EVITARE  tisane con pezzi di frutta e tutte le bevande che presentano anche solo pochi gr di ZUCCHERI (guardare la voce sull’etichetta e consumare solo prodotti con “di cui zuccheri” prossimi allo 0).

Spesso le diete chetogeniche vengono eseguite utilizzando dei kit di alimenti dietetici.

Essi non sono da demonizzare poichè  molto utili a garantire la precisa misurazione di nutrienti al fine di limitare le carenze nutrizionali. 

Gli alimenti sostitutivi rappresentano un fattore di sicurezza per chi vuole sottoporsi alla dieta con tranquillità.

Resta sempre inteso che, l’intero ciclo, solitamente della durata di 20 giorni, va seguito insieme ad un esperto che controlla se ci sono i parametri idonei per iniziarla e ti aiuta a gestire al meglio il corpo della dieta.

I risultati sul peso è il calo di circa l’8% dal peso di partenza (un pò per effetto drenante legato ai pochi carboidrati e poi per l’ossidazione dei grassi depositati nel tessuto adiposo).

Questo grafico è stato elaborato dal mio paz. N°1 che ha seguito i miei Dadi Keto in febbraio 2020

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Calando da 110 a 103 kg in 20 giorni (- 7 kg) con i seguenti dati registrati con la BIA (fatta settimanalmente per il paz. n°1):

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Registrando una riduzione di + 5 kg (su 7) persi dalla massa grassa e meno di 1 kg di muscolo.

Ovviamente per chi segue Linea Dadi, la dieta chetogenica è seguita dai Dadi Rossi, in cui si reintroducono i carboidrati (fino al 20% dei macronutrienti) e poi dai Dadi Gialli, ripristinando una corretta distribuzione dei nutrienti “a lungo termine” e continuando a perdere peso.

Per informazioni, curiosità, domande… contattatemi.

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