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Giuseppe Marzulli - Nutrizionista

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Nobel per la medicina 2017: siamo gufi o allodole?

Il nobel per la medicina 2017 è andato agli scienziati statunitensi Hall, Rosbash e Young per il loro lavoro sui ritmi circadiani o meglio sui geni che regolano il nostro ritmo di vita durante le 24h.

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Infatti non tutte le persone hanno lo stesso ritmo. Sembra che la maggior parte della gente (il 60%) abbia un’alternanza sonno-veglia che coincide grossomodo con i marcatori esterni di luce/buio con le ore di sonno/inattività che vanno dalle 23-24 alle 7 circa). Esiste anche un 30% di persone che sembra avere tale ritmo spostato in avanti ovvero si addormentano più tardi e si svegliano più tardi e per questo chiamati “gufi”; il restante 10% ha il ritmo anticipato, dette “allodole” che si addormentano presto e si svegliano molto presto. Gli studiosi hanno suggerito che sono i geni a determinare l’orologio biologico di cui circa il 20% di essi segue un ritmo circadiano.

 

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Il ritmo circadiano non riguarda però solo il sonno, ma anche altri aspetti come il comportamento alimentare, il rilascio degli ormoni, la pressione sanguigna e la temperatura corporea.

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Sappiano ad esempio che l’ormone cortisolo viene rilasciato le prime ore del mattino mentre l’ormone della crescita (Gh) viene prodotto nelle prime ore del sonno. Per questo chi dorme male ha rilasci di cortisolo anche durante la notte e questo aumenta il loro stato di stress e il rischio di ipertensione arteriosa mentre chi dorme bene ha valori di pressione arteriosa notturna tali da far riposare l’apparato cardiocircolatorio.

Per ambire ad una buona salute occorre quindi conoscere il proprio “CRONOTIPO” e quindi adattare la propria vita (lavoro, se è possibile). Infatti chi non rispetta i propri ritmi circadiani può andare incontro a ipertensione arteriosa, obesità, tumori… e proprio per questi ultimi gli scienziati suggeriscono che le cure antitumorali andrebbero regolate conoscendo l’orologio biologico dell’individuo ovvero somministrando il farmaco in orari specifici per avere un migliore funzionamento della terapia stessa.

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Questo Nobel quindi ha una grande importanza scientifica che, sono certo avrà ripercussioni anche su vari ambiti clinici e della vita dell’uomo di oggi caratterizzato da tante tensioni ad uniformare orari e stili di vita, compreso il mondo dell’alimentazione e della dietetica che ha, oramai, sempre di più abbandonato i grammi e le limitazioni puntando altresì al personale equilibrio con se stessi e con il mondo!

 

Giuseppe Marzulli

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