Giuseppe Marzulli - Nutrizionista


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Olio, pane e vino: triade mediterranea [Ciboproverbi]

La «dieta mediterranea», più antico e meglio noto tra gli stili alimentari, affonda le sue radici nelle abitudini nutrizionali delle popolazioni stanziali che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Egiziani, Greci, Romani, Punici e popolazioni autoctone prediligevano gli alimenti derivati dal mondo agricolo.

Questo stile alimentare era basato essenzialmente sulla triade «pane-olio-vino» integrato da formaggi ovini, verdure dell’orto (porri, malva, lattughe, cicorie, funghi), poca carne e spiccata predilezione per il pesce e per i frutti di mare.

Alle classi più povere era destinato, invece, un cibo costituito da pane ed olive e mezza libbra di olio di oliva al mese, con qualche pesce salato, e, raramente, un po’ di carne.

Per i greci quanto per i romani il consumo di pane, vino e olio d’oliva costituiva un forte elemento identitario, che li distingueva in particolare dai barbari, consumatori soprattutto di carne e di burro.

Il proverbio conversanese “PANE, OLIVE  E VINO: TAVOLA DA CAVALIERE” probabilmente trae le sue radici nella importanza identitaria di questi 3 alimenti che, da soli, ti permettono di sentirti parte di un popolo, di una cultura del “colto” e di soddisfare le tue esigenze nutritive, nonostante la frugalità e la mancanza di proteine, cosa che era abbastanza frequente nel passato, eccezion fatta per l’aristocrazia.

Ma lo stile alimentare «mediterraneo» era destinato ad incontrarsi con quello importato dai barbari che invasero l’Italia nell’alto medioevo.

Queste popolazioni, essenzialmente nomadi, si alimentavano con i proventi della pastorizia, allevamento, caccia, pesca e raccolta dei frutti spontanei. La loro base alimentare era composta da “carne-grasso-birra”. Dai maiali allevati, infatti, ricavavano la carne e il grasso di cui facevano largo uso in cucina, e, dalle verdure coltivate nei dintorni dei villaggi, ricavano i pochi cereali per la produzione della birra, una bevanda molto apprezzata, nota già agli egiziani, la cui fabbricazione fu loro insegnata dai monaci cristiani.

Con molta probabilità è stato lo “scontro” (perchè si trattava di “invasioni barbariche”) tra le due culture, quella mediterranea e quella barbarica, a dare origine a quell’equilibrio nutrizionale che compone la dieta mediterranea, giunta fino a noi e studiata da Ancel Keys negli anni ’60.

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