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Giuseppe Marzulli - Nutrizionista

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Tiroide e Cibo… previeni con Linea Dadi

Una delle cause più comuni per cui si prende peso velocemente ed in modo incontrollato è l’ipotiroidismo.

Il metabolismo disturbato della tiroide può comportare sintomi come aumento anormale di peso, stanchezza, stitichezza, forte sanguinamento mestruale, perdita di capelli, intolleranza al freddo e rallentamento della frequenza cardiaca…

La tiroide è una ghiandola che produce ormoni (endocrina) presente nella parte anteriore del collo e dalla forma di una farfalla.

Il dis-funzionamento della tiroide non è solo l’ipotiroidismo (scarsa produzione di ormoni tiroidei) ma anche l’opposto ipertiroidismo (elevata produzione di ormoni tiroidei).

L’ormone che regola il funzionamento della tiroide è il TSH (ormone tireo-stimolante), il quale è prodotto dall’ipofisi anteriore (adenoipofisi) ed ha come bersaglio le cellule tiroidee (tireociti) che producono la tetraiodotironina o T4 e la triiodotironina o T3, due ormoni che, una volta in circolo, agiscono sul metabolismo cellulare e sui relativi processi di accrescimento senza presentare degli organi specifici, ma un’azione generalizzata.

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L’alimentazione giusta per garantire il benessere della tiroide e contrastare l’insorgenza dell’ipotiroidismo e dell’ipertiroidismo è basata su:

  • adeguata quantità di proteine, che non devono mai mancare nella dieta,
  • riduzione dei carboidrati, soprattutto i carboidrati raffinati
  • riduzione di olii di semi o i grassi idrogenati (margarine)
  • eliminazione del latte e riduzione del consumo di formaggi (specie se vaccini).

L’olio di cocco è invece un alimento amico della tiroide, in quanto ne stimola l’attività.

Ci sono cibi che inibiscono l’attività tiroidea (i cosiddetti cibi gozzigeni, cioè che possono provocare il gozzo) che vanno rigorosamente evitati in caso di ipotiroidismo ed aumentati nel caso di ipertiroidismo:

  • spinaci;
  • cavoli;
  • colza;
  • rape;
  • crescione;
  • rucola;
  • ravanello;
  • rafano;
  • latte;
  • soia;
  • miglio;
  • tapioca;
  • lattuga;
  • additivi alimentari, come i nitrati presenti nel pesce e nelle carni conservate.

I  cibi gozzigeni perdono comunque parte della loro attività inibitrice se consumati cotti.

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Ipotiroidismo e iodio

Lo Iodio, così come il Selenio, è tra i componenti fondamentali degli ormoni tiroidei, la mancanza quindi causa uno scarso funzionamento della tiroide e quindi ipotiroidismo.

Per aumentare lo iodio nella dieta è consigliato di aumentare il consumo di pesce e usando alghe in cucina, oppure assumendo integratori di alghe come il fucus.

Spesso si ricorre anche all’utilizzo del sale iodato. Sarebbe più opportuno consumare sale marino integrale che contiene ancora tutti i minerali presenti nell’acqua del mare, come il sale di Bretagna (detto anche “sale dell’Atlantico”).

Tiroidite di Hashimoto

Una particolare alterazione del funzionamento della tiroide è la reazione autoimmune che determina la tiroidite di Hashimoto (oggi la causa più comune di ipotiroidismo). In questi casi si ritiene che anche l’astensione dal glutine sia consigliata. Quando si parla di glutine non si parta solo di celiachia ma anche di una sensibilità al glutine che può portare ad una stimolazione immunitaria che aumenta la reazione autoimmune. Si consiglia quindi di astenersi completamente dal glutine per 4 settimane, se in questo periodo si avvertono importanti miglioramenti dello stato psico-fisico si può dedurre che esiste un problema con il glutine ed è quindi bene astenersene, se invece non ci sono cambiamenti significativi probabilmente in quel caso il glutine non è un problema e si può riprenderne il consumo in modo sempre limitato.

Peso corporeo e tiroide

Infine è noto che l’aumento della massa grassa e della circonferenza vita sono stati maggiormente associati alla comparsa di noduli tiroidei e la percentuale totale di grasso corporeo è stato considerato un fattore predittivo indipendente dell’ipoecogenicità dei noduli e con vascolarizzazione periferica, mentre, la mancanza di esercizio fisico è risultata predittiva di noduli con vascolarizzazione interna.

Un maggior rischio di cancro della tiroide è stato proposto in individui con Indice di massa corporea (BMI) elevato e con iperinsulinismo e insulino-resistenza associate all’obesità e sindrome metabolica.

 

L’alimentazione LINEA DADI rispecchia le caratteristiche di una alimentazione preventiva delle patologie della tiroide.

2 Comments
  1. Rispondi
    S. Leone

    Andavo ogni estate in Sicilia e non accusavo particolari disturbi.(vivo a Torino).
    Poi non sono più andata e ho cominciato ad
    avere un sacco di problemi.
    Probabilmente per carenza di iodio e
    disfunzionamenti tiroidei e ormonali.
    Viva il sud!

    • Rispondi
      Giuseppe Marzulli

      Innanzitutto grazie per la esultazione “viva il Sud”. Diciamo che i benefit non-monetari che riceviamo dal Sud compensano le tante mancanze di altra natura. Ma le cose cambieranno… tra qualche generazione.
      Non sapendo di che tipo di problemi di tratti non so dirle se attribuibili a Iodio piuttosto che Vitamina D o altro…
      certamente una vacanza al Sud aiuta anche a “staccare la spina” e questo alleggerisce stress e altre componenti psicologiche.

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