Giuseppe Marzulli - Nutrizionista


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castagne

I segreti delle castagne

Le castagne sono un frutto antichissimo, commercializzate in tutto il bacino del Mediterraneo sin dal IV sec a.C. e la cui pianta era definita “albero del pane”.

Infatti le castagne, a livello nutrizionale, sono frutti ricchi di carboidrati complessi, amido appunto, poche proteine e pochissimi grassi ed un discreto contenuto di fibra (7-8%).

Contengono vitamine e sali minerali, in particolare le castagne sono un’ottima fonte di vitamine idrosolubili quali B1 (tiamina) e B2 (riboflavina), PP (niacina) ed anche C, oltre a potassio, magnesio calcio e fosforo.

Inoltre le castagne non contengono glutine per questo possono essere tranquillamente consumate dai celiaci, e non contengono grassi cattivi come gli acidi grassi saturi o il colesterolo.

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La castagna è uno dei frutti più sani poiché la sua coltivazione non richiede l’uso di alcuna sostanza chimica.

Risulta molto nutriente in quanto calorico e zuccherino che, in questo periodo, la natura ci offre per fare il carico di energia ed affrontare il lungo inverno.

La cottura della castagna può cambiare il contenuto dei carboidrati poiché quando calde, l’amido, si trasforma in zuccheri semplici, aumentando l’indice glicemico di questo frutto.

Ottimo come spuntino o colazione, sostituendole al pane ed in particolare per i bambini e per gli sportivi, soprattutto per la ricchezza in potassio.

 

Ne ho parlato alla trasmissione “Mattino Norba” il 20 novembre 2019.

 

Si definiva “il pane dei poveri” in quanto con le castagne si riusciva, in momenti di carestia, a panificare. Sono altresì protagoniste di alcune preparazioni tradizionali come il Castagnaccio: torta di farina di castagne tipica delle zone appenniniche di Umbria, Lazio, Toscana e Liguria. Il Castagnaccio si realizza con pochi ingredienti (anche se esistono varianti con differenti aggiunte):  farina di castagne, acqua, olio extravergine d’oliva, pinoli e uvetta.

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BENEFICI DEL CONSUMO

Contengono Calcio e Ferro per cui molto utili per integrare questi elementi, ad esempio donne in gravidanza o anemici.

Per il contenuto di vitamina B2  utile per la salute di fegato, capelli ed occhi. Molto importante in presenza di dermatite.

L’alto contenuto di sali minerali, come fosforo e magnesio, soddisfa le esigenze di oligoelementi essenziali al nostro benessere; sono inoltre considerati una vera miniera di potassio, sostanza indispensabile al buon funzionamento degli apparati cardiovascolari e neuromuscolari, importante il suo contributo nell’aumentare la nostra resistenza alla fatica migliorando così le capacità lavorative.

 

RACCOMANDAZIONI

Esistono però delle controindicazioni per il consumo delle castagne, avvero:

  • diabete, per la presenza di zuccheri sotto forma di amido, che diventano semplici quando cotte
  • intestino irritabile, per la presenza di carboidrati a catena corta altamente fermentabili dalla flora intestinale che possono causare meteorismo e flatulenza nei soggetti predisposti
  • allergia al lattice, per cross-reazioni allergiche

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Già il medico dei gladiatori Galeno asseriva che le castagne, “pur se cibo di gran nutrimento, generano ventosità, gonfiore di ventre e mal di testa”.

Tuttavia si ritengono un alimento digeribile e con una molteplicità di sostante nutritive assimilate dall’organismo umano con grande rapidità.

 

CUCINA

Nella cucina contemporanea le castagne si consumano:

  • crude (maggiori effetti intestinali)
  • bollite (aumenta l’indice glicemico)
  • arrostite (caldarroste) (aumenta l’indice glicemico, attenzione alle parti incenerite, associazione con il vino novello aumenta il carico calorico)
  • essiccate e macinate sotto forma di farina (ottimo modo)

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Altre preparazioni dolciarie come i marron glace  sono ritenuti eccessivamente ricchi di zuccheri semplici, per cui l’uso deve essere assai limitato.

 

Ci sono state inoltre, tante leggende e tradizioni riferite alla castagna nel passato, come ad asempio l’uso dei una castagna in tasca (la castagna matta) per prevenire raffreddore e malanni di stagione (in realtà per la tradizione non si trattava di una castagna ma dell’ippocastano).

La scienza non conferma le virtù salutistiche tradizionali ma solo il valore energetico, la proprietà remineralizzante e tonicizzante.

 

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