Giuseppe Marzulli - Nutrizionista


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Premesse di una dieta

Si sente spesso parlare di dieta, di “mettersi a dieta”. Siamo circondati da persone che seguono una dieta… che sono andate dal nutrizionista, che hanno scelto un’alimentazione atipica (vegetariana, vegana…) oppure che hanno deciso di togliere il glutine dalla loro dieta, ecc…

Insomma, nella società di oggi, vi è una attenzione all’aspetto nutrizionale riferita all’estetica del corpo, che mai si era riscontrato in passato. Questo è vero soprattutto nelle città grandi del Nord Italia, se si è in grado di cogliere gli stimoli culturali offerti.

Ne ho parlato il 13 gennaio 2020 con Mari De Gennaro a Mattino Norba. Segue la puntata:

L’Italia, pur non essendo tra i primi paesi europei con persone in eccesso di peso – il primato ce l’hanno MALTA ed il REGNO UNITO – ha una percentuale di persone in eccesso ponderale >45% (vs 52% in EU). Nel contesto nazionale il 10,5% degli adulti è obeso e questa condizione è maggiore al SUD in cui “vince il primato” la Sicilia. Anche i bambini non sono fuori dalle statistiche… il 24,7% dei ragazzi italiani 6-17 anni  è in eccesso di peso e la percentuale maggiore anche in questo caso è al Sud, in Campania (statistiche ISTAT).

In questo articolo volevo parlare delle PREMESSE DI UNA DIETA, ovvero di questi aspetti che precedono l’inizio di una esperienza e che, a mio parere, è importantissimo curare in modo scrupoloso.

Ecco un elenco che poi analizziamo insieme:

Premesse dieta

Punto 1:

Non sempre siamo nel momento giusto per iniziare una dieta. Mi riferisco in particolare allo stato psicologico in cui si è. Ad esempio non è assolutamente consigliato pensare di iniziare una dieta quando si attraversano momenti difficili, di depressione, dopo la fine di una storia o la perdita di qualcuno o del lavoro… in quei momenti sarebbe utile attraversare la momentanea sofferenza facendosi magare aiutare da chi può contribuire a farci comprendere il senso di quel che viviamo.

Momenti invece positivi in cui iniziare una dieta sono quelli in cui sentiamo nascere in noi quell’ardore e voglia di cambiamento… un nuovo lavoro, una nuova storia d’amore, la preparazione ad un matrimonio o ad una unione, una nuova consapevolezza di se.

Per iniziare una nuova dieta occorre avere la forza di “tagliare” con il vecchio (ad es. vecchie abitudini alimentari) ed iniziare con il nuovo… affascinati dalla scoperta e dalla curiosità. Questo è lo spirito giusto!

 

Punto 2:

sempre utile contattare il proprio medico di medicina generale, avvisarlo sull’intenzione di iniziare un percorso nutrizionale e magari chiedergli una valutazione completa del proprio metabolismo. Analisi del sangue che studino i funzionamenti dei vari organi ed apparati, sia sotto il profilo metabolico che ormonale e funzionale.

 

Punto 3:

scegliere a chi affidarsi. Ora: ovviamente sono di parte… sono un Biologo Nutrizionista e consiglio di rivolgersi ad uno con la mia formazione per iniziare un percorso. Tuttavia cercherò di essere scevro di giudizio e spiegare la differenza:

  • il DIETISTA è un laureato triennale, è un operatore sanitario che elabora le diete prescritte dal medico. Non esiste un albo dei dietisti ma tante associazioni di categoria
  • il DIETOLOGO è un medico chirurgo che dopo la laurea ha condotto una Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione. Può fare diagnosi, prescrivere farmaci ed analisi. Deve essere iscritto all’Ordine dei Medici della provincia dove opera
  • il NUTRIZIONISTA o BIOLOGO NUTRIZIONISTA è un laureato quinquennale (3+2) in biologia o lauree affini e completato il suo percorso con corsi post laurea (master, perfezionamenti) nel campo specifico dell’alimentazione. Può elaborare diete autonomamente, prescrivere integratori alimentari ma non farmaci e non può fare diagnosi. Si occupa di aumentare il benessere della persona con uno studio del metabolismo. Esiste un Ordine Naz. dei Biologi a cui il nutrizionista deve essere iscritto nell’Albo A.

 

Punto 4:

iniziare una dieta insieme ad un esperto e non essere disposti a fare altro per il proprio corpo è una azione incompleta. Proprio per la predisposizione che ci deve essere ad iniziare un percorso di cambiamento personale profondo e serio, occorre mettere in conto di praticare una qualche attività fisica da condurre in modo sistematico, magari anche in questo caso aiutati da esperti (personal trainer o istruttori di palestre) e fare anche trattamenti che possano migliorare il proprio aspetto (qui si entra nel campo dell’autostima e della cura di se). Pur non promuovendo esagerazioni in tal senso, sento di consigliare chi inizia una dieta, uomo o donna che sia, ad intraprendere percorsi di cura della propria immagine: dal barbiere all’estetista, al centro benessere per qualche massaggio, al fisioterapista o osteopata per un riequilibrio del proprio corpo.

 

Punto 5: 

molto importante… per condurre un percorso significativo, esso deve durare almeno 2 mesi. Lasciare il programma dopo una settimana rende l’esperienza inutile, è un dispendio economico inutile e non risolve il problema anzi lo peggiora perché ogni volta si vorrà ricominciare lo si farà con questo “fallimento” sulle spalle che renderà sempre meno motivati.

Per questo consiglio di cercare tutte le fonti motivazionali di cui possiamo disporre ad esempio foto vecchie che ci ritraggono in un momento in cui ci riteniamo belli, in buono stato fisico e pensare che quel momento può tornare (con tanta forza di volontà), ancora conservare quell’abito che tanto ci stava bene… ed avere a mente di poterlo re-indossare quanto prima… e circondarci di persone che sono fattori di promozione del nostro cambiamento, evitando di assecondare chi instilla dubbi su noi, sul percorso e ci allontana da quella dimensione di auto-miglioramento i cui siamo entrati.

 

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