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Giuseppe Marzulli - Nutrizionista

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I “ciboproverbi”

Qualche tempo fa è iniziato un mio progetto sui “ciboproverbi” ovvero su quegli aforismi popolari riguardanti cibo ed abitudini alimentari, dettati da una saggezza popolare che per secoli ha rappresentato la voce della sanità pubblica più potente. Ce ne sono alcuni di una bellezza unica e dagli insegnamenti reali, a cui son grato. Si tratta di proverbi del mio paese, Conversano (BA), ma versioni simili sono in altri paesi pugliesi e dell’Italia tutta.

Ne cito alcuni molto belli, suggeritimi dall’amico Tonio Totaro, e mi scuso per la mancanza o la non correttezza dell’accento.

Dei primi 3 c’è anche un video di presentazione correlato ad un articolo che amplia il tema del proverbio.

ECCOLI!!!

“La vendè strasciènè i gambè” che significa: “la pancia trascina le gambe” ad indicare che ci si muove (si lavora) quando si ha fame oppure mi piace anche dare l’interpretazione che grazie a quel che mettiamo nella pancia le gambe si riescono a muovere… considerando la biomolecola che più di tutte riempie la pancia, ovvero il carboidrato.

Articolo sui carboidrati

 

“Pene, leie e mirr: tavele da cavallire” che significa: “pane, olive e vino: tavola di cavaliere”  probabilmente sottolineano le radici della triade mediterranea portata dai cavalieri dell’antica Roma nel mondo: olio, grano, uva… reinterpretati in un pasto frugale con olive e pane e del buon vino rosso.

Articolo sulla triade mediterranea

 

“U polp sè cosciè iend à l’acqua sua stess” che significa: “il polpo si cuoce nell’acqua sua stessa”  un modo di affrontare le situazioni umane… che a volte si risolvono da sole ma anche un modo per cucinare il polpo… in barattolo… l’ho descritto nell’articolo dopo il video.

Articolo sul Pesce 

 

Segue un elenco di altri proverbi, per chi è incuriosito. Chissà se avrò il tempo per realizzare altri video e parlare delle “verità” in essi contenute.

“u mangè dé la sèra iè perdòt” che significa: “il cibo consumato la sera è perso” ovvero non serve per darti energia

“u sazié non crèdé ò sciasciòn” che significa: “chi è sazio non crede che esista il digiuno”

“Cé u pané vé è vèin l’amècézie sè mandéinè” che significa: “se il pane va e viene l’amicizia si mantiene” ad indicare l’importanza di andare e di ricambiare gli inviti

“Ce mangié assòl non s’abbècché” che significa: “chi mangia da solo non si riempie” ad indicare l’importanza di “condire” il momento del pasto coi buoni rapporti

“Mangie quande pute, no passe nnande minze rute” che significa: “mangia quando puoi ma non superare mezza ruta” , la “ruta” equivaleva a circa 1 kg… quindi il proverbio suggerisce che l’intero pasto non deve pesare oltre mezzo kg

“Papèross e lumèngiene non sè mangènè cè nu stè sénè” che significa: “peperoni e melanzane non si mangiano se non sei sano” ovvero invita ad astenersi dalle solanacee in caso di malessere

“La vende chiene ammene i calcie” che significa: “la pancia piena butta i calci” ovvero mangiar bene conferisce forza

“I ue de la pignete i sepe la checchiere” che significa: “i guai della pentola li conosce il cucchiaio” ovvero due utensili che lavorano insieme, conoscono i segreti reciproci

“I ucchie alla sarde i mene o piatte” che significa: “gli occhi alla sarda e le mani nel piatto” probabilmente invita a non perdere l’attenzione a determinate cose durante un pasto 

“La vende ie cum a na peddecchie: chiu n’ammine e chiu spannecchie” che significa: “la pancia è come una borsa: più la riempi e più si allarga” 

 

 

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